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Ustica è un vero paradiso per i subacquei e per chi pratica lo snorkeling. Il paesaggio sottomarino è dominato da pareti che cadono nel blu profondo, secche che risalgono verso la superficie e numerose grotte marine. A partire dai 25- 30 metri di profondità si sviluppano i popolamenti del coralligeno con le spettacolari gorgonie gialle del genere Eunicella e quelle rosse, tante specie di coloratissimi poriferi o le splendide colonie di corallo rosso (Corallium rubrum) e falso corallo nero (Gerardia savaglia). L’effetto riserva dell’area marina protetta ha permesso un incremento della fauna ittica composta da saraghi, orate, scorfani e tanti esemplari di cernie che in passato erano quasi scomparse. Tra i moltissimi punti dove è possibile ammirare le ricchezze sommerse dell’area marina protetta si segnalano la Grotta dell’Accademia, Capo S. Paolo, Punta Galera con la sua Grotta dei Gamberi, Secchiello e la Secca della Combaia. C’è inoltre un itinerario archeologico subacqueo a Punta Cavazzi.
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Ustica si trova nel basso Tirreno, a circa 36 miglia dalla costa palermitana. L’isola è protetta a causa della posizione geografica, al centro del Mediterraneo, che rende i fondali un paradiso ecologico e naturalistico. Istituita nel 1986, è la decana delle Aree marine Protette, e si estende per 15.951 ettari, di cui 60 nella zona A, segnalata da boe gialle luminose e miragli gialli a terra. Attualmente il funzionamento della riserva vive gravi difficoltà, a causa di problemi amministrativi, culminati nel passaggio provvisorio della gestione dal Comune di Ustica alla Capitaneria di Porto di Palermo.
Capitaneria di Porto di Palermo via F. Crispi, 153 – 90139 Palermo tel. 091/6043111 Centro Accoglienza tel. 091/8449456 www.amp.ustica.it
Il porticciolo della capostipite delle riserve italiane non offre che pochi posti sulla banchina entrando a dritta, letteralmente presi d’assedio. Ma la bellezza dell’isola merita senz’altro l’eventuale disagio della sosta alla fonda. Alla sera si può attraccare all’esterno, sulla nuova banchina riservata ai traghetti e realizzata alla radice della diga foranea. La banchina carburante ha appena 2 metri di fondo. La navigazione e la sosta è consentita in zona B; in zona A è permessa la balneazione, con accesso da terra, alla Caletta e a Cala Sidoti.
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